Illustratore medico scientifico
Le
immagini mediche non so no come di solito si pensa tecniche diagnostiche
che fanno visualizzare il corpo umano vivente per avere rappresentazioni realistiche
e precise. In verià, se si apre una rivista o un testo di medicina (oppure
si assiste a una conferenza, o anche a una lezione), si vede che le immagini
utilizzate nella comunicazione medico-scientifica sono prevalentemente di altro
tipo.
Sono immagini che servono a raccontare agli altri quello che si è osservato,
di solito si tratta di schizzi più o meno ben curati in cui i dettagli,
ridotti all'essenziale, vengono menzionati o tralasciati in funzione di un discorso
e di una pertinenza definita dal contesto in cui vengono presentate le immagini.
L'uso dell'immagine non è diagnostico o di ricerca, ma piuttosto comunicativo,
la figura deve essere particolarmente stilizzata e leggibile e per questo il
disegno risulta di solito molto più efficace delle fotografie o di altre
tecniche di registrazione diretta, perché, nel realizzarlo, l'autore
può mettere in risalto le forme o gli aspetti che desidera far risaltare.
Si può trattare di figure intere o di parti del corpo, in ogni caso,
un po' come nelle carte geografiche, le componenti dell'immagine vengono isolate
e definite da contorni netti e da colori che possono essere anche simbolici.
Vengono di solito utilizzati tratteggi uniformi e tinte piatte.
La letteratura biomedica ricorre frequentemente, oltre ai grafici, anche
ad altre modalità diillustrazione: in primo luogo ai disegni.
Un disegno appropriato può rendere superflui interi paragrafi di testo,
può suggerire intuizioniimportanti, può essere molto prezioso
per com-prendere e memorizzare le informazioni; oltre ad assolvere alla funzione
di sintetizzare, può facilmente aggiungere vigore alla presentazione
.Dal punto di vista tecnico, le illustrazioni, innero o a colori, sono generalmente
di due tipi:
al tratto: sono costituite da segni a contrastinetti, bianco/nero
oppure colore/bianco/nero
mezzatinta: comprendono le tonalità inter-medie fra
il bianco e il nero o tra qualsiasicolore nelle diverse gradazioni.
In alcuni casi le illustrazioni possono esseremiste, ossia contenere diverse
proporzioni di“tratto” e di “mezzatinta”. Pianificare
un disegno da realizzare a mano Eseguire un disegno anatomico o che comun-que
rappresenti la figura umana presupponeun’abilità di cui non tutti
dispongono; valutatedunque prima di tutto l’opportunità di proce-dere
con un’illustrazione realizzata a mano.
“Domando io, a cosa serve un libro senza figure…? rifletteva
Alice”[Lewis Carroll]
L’illustrazione medico-anatomica
L’illustrazione medico-scientifica, in particolare
quella
anatomica, ha giocato un ruolo fondamentale nell’acquisizione
e nella diffusione diconoscenze scientifiche; la sua storia, inoltre, èun
affascinante percorso nell’arte, non solo nellamedicina e nella scienza.
Già prima del 1500 a. C., antichi egizi, babilonesi, cinesi eindiani
realizzavano illustrazioni legate alla medicina su pietra, bambù, seta
e metallo. I primi esempi documentati dianatomia come scienza hanno origine
probabilmente nel 500a. C., nel sud Italia, nei lavori di Alcmeone di Crotone
susezioni animali.
Aristotele fu con ogni pro-babilità il primo
nella storiaad utilizzare l’illustrazioneanatomica fondata su studiscientifici.
I suoi scrittiincludevano schemi e dia-grammi e servirono ad insegnare l’anatomia
e a trasmettere la conoscenza.
Sebbene l’anatomia umana come scienza risalga a circa 500 anni prima
di Cristo, i primi esempi diillustrazione anatomica umana risalgono solo al
XII-XIVsecolo
. I primi testi medici classici e medievali erano illu-strati con dipinti
e disegni rozzi, non realistici. Fu durante il Rinascimento che gli artisti
cominciarono ad interessarsisempre di più alla forma a scopo artistico.
Leonardo da Vinci, tra i primi, applicò l’anatomia allapropria
arte. Egli affermò che quanto illustrava a partire dalle sue accurate
osservazioni dava “complete e approfondite concezioni delle diverseforme
come nessuno scrittoreantico o moderno era maistato in grado di fornire senza
dover ricorrere a una confusaprolissità verbale e un grosso impiego
di tempo”.
La sua evoluzione, da quel momento, è andata di paripasso con i progressidella
stampa e dei pro-essi di riproduzione: la fotoincisione nel 1868, la mezzatinta
nel 1880 e il processodi stampa a quattrocolori nel 1893. Fu la riproduzione
a mezzatinta a per mettere la produzione di massa dilibri illustrati.
Il successivo passo fondamentale, nella fotografia, arrivò con lo sviluppo
del sistema digitale, nel XX secolo.
Le innovazioni offerte dalle nuove tecnologie hanno rivoluzionato inevitabilmente
i modi e lo stile delle
illustrazioni scientifiche.
La palette degli strumenti dell’illustratore
medico-scientifico
contemporaneo si è arricchita delle possibilità offerte
dalla
computer-grafica, in particolar modo quella vettoriale. Programmi
come
Illustrator o
Freehand consentono di
creareimmagini manipolando linee e curve attraverso tavolette grafiche. Si
tratta di strumenti che ricordano molto lamanualità del disegno a matita,
interfacciandosi perfettamente con i software che li supportano. Si ottengono
in questo modo immagini di dimensioni indipendenti dalla risoluzione; si può
variare, infatti, la lorodimensione senza perdere in qualità.
Una ‘buona mano’ consente di ottenere tutte le possibilitàofferte
dal disegno a mano libera.
Innovazioni ulteriori con-sentono, inoltre, di passare ad immagini medico-scientificheanimate
o tridimensionali attraverso programmi quali Flash , 3D Studio Max o LightWave
3D
Riproduzione di immagini
È importante tenere a mente che le illustrazioni passeranno,
molto probabilmente, per un processo fotografico allo scopo di essereriprodotte.
La redazione editoriale della rivista o del volumenei quali verranno pubblicate
dovrà elaborarleprima di poter procedere alla riproduzione astampa.
Nonostante l’originale possa riportareuna quantità di dettagli
notevole, ogni gradinodel processo di riproduzione dell’illustrazioneintroduce
una certa perdita di qualità. Fate dunque in modo che i vostri originaliabbiano
la più alta qualità possibile. In altri termini: le bellissime
figure preparate peril vostro intervento al congresso sono spesso inu-tili
ai fini della riproduzione a stampa su una rivi-sta o un libro. Utilizzare
delle immagini fotografiche o dei dise-gni davanti ad un’audience, durante
un congres-so ad esempio, è altra cosa rispetto allo stam-parli: nel
primo caso, il pubblico darà, con ogniprobabilità, solo una
rapida occhiata alle imma-gini che voi proponete, forse più attento
a segui-re quanto da voi viene detto su di esse. Al con-trario molti dei dettagli
ai quali dovreste soloaccennare durante una conferenza potrebberotrovare la
giusta collocazione nell’illustrazionestampata che dovrebbe avere un
senso compiuto e comprensibile anche in assenza del testo.
Dopo la modellazione nello spazio tridimensionale, l'illustratore indica
al computer come ricoprire le superfici degli oggetti, eventualmente utilizzando
anche immagini digitali (texture che possono anche provenire da archivi di
immagini fotografiche). Queste texture vengono "spalmate" sulla
corazza 3D precedentemente creata. L'oggetto conserva così una sua
realtà ben separata dallo sfondo o da altri oggetti e le immagini che
si ottengono risultano perciò particolarmente chiare e leggibili.
A partire dagli oggetti, poi, si possono generare delle brevi animazioni per
ruotare, muovere o modificare la scena, aggiungendo all'illustrazione una
dimensione temporale e dinamica che difficilmente può essere resa con
la stessa efficacia da un disegno bidimensionale.